LA PREPARAZIONE PRECAMPIONATO ESTIVA DEL PARMA…

Novembre 24, 2007

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Ciao,
ecco disponibile la collaudata preparazione precampionato del PARMA categ. Primavera.

Ancora una volta, se sei interessato/a all’argomento come “migliorare” è una opportunità che non vorrai perderti!

Vuoi visionarle o scaricarle?

Ecco dove la puoi trovare:

Si, voglio la Preparazione estiva del Parma

Con i miei saluti più cordiali,
Marco M.

Informazioni? Domande? e.mail: tuttipossonoallenare@libero.it

P.s.: sei benvenuto/a a cliccare su “commenta” e condividere le tue impressioni!

 


LA TATTICA:IL PRESSING

Novembre 23, 2007

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Carlo Ancelotti-allenatore di calcio-

 

PRIMA REGOLA FONDAMENTALE

Normalmente non è il giocatore che pressa che deve conquistare la palla ma, sono i suoi compagni di squadra”

affermano in coro i migliori allenatori di calcio in Italia

La maggior parte delle squadre non organizzate tatticamente, invece fa il contrario!!

Vediamo, adesso come si inizia, passo – passo, a costruire un pressing ben organizzato

 

Partiamo ora col dire che una squadra disposta a zona con il modulo 4-4-2 o 4-3-3 è composta da tre linee:

Prima linea: Attaccanti
Seconda linea: Centrocampisti
Terza linea: Difensori

Come si sviluppa in pratica il pressing analiticamente?

La prima linea attacca il portatore di palla, e chiude il passaggio agli appoggi (avversari che sono vicini al portatore di palla)
La seconda e addirittura la terza linea conquistano la palla.
Obiettivo principale del pressing: è quello di far forzare la giocata al possessore di palla avversario e obbligarlo a sbagiare il passaggio.

Quando deve scattare il pressing?

Quando si verifica almeno una di queste 4 condizioni :
1) quando in possesso della palla si trova il giocatore più bravo
2) quando in possesso della palla si trova il giocatore meno bravo
3) quando l’avversario in possesso di palla ha difficolta nel controllo ( stop non perfetto, di schiena alla porta, ecc. ecc.)
4) quando la palla si trova in una determinata zona del campo ( es. in fascia!)

Affinchè un pressing sia efficace e produttivo, occorre che tutti e 3 i settori (difesa-centrocampo-attacco) rispettino ed applichino delle regole ben precise.

Chi stabilisce le regole del pressing in una squadra di calcio ben organizzata?

L’allenatore di calcio. Come? Comunicando in maniera effice a tutti i giocatori, quando, dove e come lui vuole che la sua squadra inizi il pressing. Per effettuare un pressing organizzato occorre che tutti i 3 reparti di una squadra di calcio sappiano esattamente in quale istante farlo “scattare”. E quando “scatta” : tutte e 3 i reparti sono attivi!!

Purtroppo ancora oggi in alcuni campi di calcio, si vede il contrario, e cioè che sono solo i due o tre giocatori a partecipare al pressing, rendondo poco produttiva tale azione.

Invece tu di ancheiopossoallenare, ora sai che (e se lo sapevi ora hai una conferma):

1) Non è il primo giocatore che fa il pressing che deve conquistare il pallone, ma il resto della squadra

2) Il pressing deve iniziare e scattare quando si verifica almeno una delle 4 situazioni sopra descritte

3) L’allenatore di calcio deve avere le idee chiare e scegliere (partita dopo partita) in che modo vuole che la sua squadra inneschi il pressing, e comunicarlo in maniera persuasiva a tutti giocatori

4)Importante: l’allenatore deve in settimana:

4a) far vedere alla lavagna ( dividere il campo in zone e numerarle in base alla pericolosità) dove e come lui vuole che la sua squadra inizi il pressing
4b) mettere in pratica sul campo quello proposto alla lavagna
4c) insegnare ai vari reparti i TEMPI del pressing (FONDAMENTALE)

Il tutto… mettendo in pratica uno dei 7 principi fondamentali dell’allenamento:

LA GRADUALITA’

Marco M.

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LE SEDUTE DI ALLENAMENTO PER I DILETTANTI

Novembre 21, 2007

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Per gli allenatori di calcio di “ancheiopossoallenare”ecco:

Gratis, Un Mesociclo completo Per Chi Si Allena Tre Volte Alla Settimana

Superata la seconda fase generalmente definita di consolidamento ( la prima fase è quella riguardante la preparazione pre-campionato) ogni allenatore di calcio dovrà cercare di organizzare al meglio gli allenamenti che lo porteranno al “rush” finale del girone di andata.

Certo gli allenamenti di calcio che saranno sviluppati settimanalmente non saranno per tutte le squadre uguali, occorrerà tenere conto soprattutto della classifica, dell’aspetto psicologico dei giocatori, delle squadre avversarie che si affronteranno e dell’atmosfera che aleggia nei vostri confronti.

Se con gli allenamenti di calcio svolti nelle prime due fasi sono stati creati e sviluppati i presupposti fondamentali della forma sportiva ( forza,velocità, resistenza), l’obiettivo di questa terza fase sarà quello di mantenere e perfezionare questa condizione.

Con questo mio post voglio suggerire un programma d’allenamento, della durata di 4 settimane da svolgere prima della fine campionato del girone d’andata, a tutti gli allenatori di calcio che allenano le squadre dilettanti tre volte la settimana.

Questo microciclo, da applicare al calcio dilettante, si riferisce alle prime due sedute della settimana, (martedì e mercoledì oppure martedì e giovedì) in cui ritengo che debba venir svolto in maniera più ampia, il lavoro di preparazione atletica.

La terza seduta di allenamento, credo che possa essere dedicata completamente al lavoro tecnico-tattico-schemi di gioco. Per comodità abbiamo fatto riferimento per la prima seduta d’allenamento alla giornata di martedì, in cui solitamente, si svolge il primo allenamento.

Giorni d’allenamento

Prima soluzione
Martedì, giovedì e il venerdì

Seconda soluzione
Martedì, il mercoledì e il venerdì

In conformità a questa scelta, l’allenatore di calcio dovrà impostare i suoi allenamenti per impostare il suo microciclo settimanale.

Se si è deciso di far allenare la squadra con la seconda soluzione, l’allenatore di calcio potrà scegliere, nella seconda seduta di allenamento (il mercoledì) di aumentare tranquillamente il carico di lavoro atletico, perché si è ancora molto lontano dalla partita ufficiale della domenica ( i muscoli dei giocatori hanno un giorno in più di tempo per smaltire le tossine accumulate )

Se invece, si è deciso di allenarsi nei giorni della prima soluzione, l’allenatore di calcio dovrà stare molto attento a dosare i carichi di lavoro nella giornata di giovedì ( giornata in cui di solito si concentra un allenamento più tecnico-tattico che atletico)

Ricordato un concetto fondamentale per la programmazione di un microciclo d’allenamento, si potrebbe aggiungere che il tempo da dedicare per allenare le qualità fisiche fondamentali per il giorno di martedì (prima seduta) è di circa 50-55 minuti circa (50%) per la seconda seduta è di 45 minuti circa.

Per rendere più chiara la seguente pianificazione dell’allenamento abbiamo cercato di individuare, all’interno di ogni singola seduta, gli obiettivi principali e secondari da raggiungere per un allenatore di calcio, così da fissare una struttura base sulla quale poi, si farà riferimento per prendere spunto negli allenamenti successivi.

Spetterà poi alla BRAVURA dell’allenatore di calcio variare i mezzi di allenamento specifici e intervenire con esercitazioni tecnico-fisiche-tattiche specifiche quando all’interno della squadra emergeranno particolari esigenze.

M.M.

Scopri come puoi anche tu preparare le sedute di allenamento di una squadra di calcio con il sistema 3+1

Si, voglio il mesociclo!

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LE GRANDI INTERVISTE

Novembre 21, 2007

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Fabio Capello-allenatore-calcio-

le Interviste con la “I” maiuscola

«Io decido». Segue una breve pausa. Poi Fabio Capello, 61 anni, l’unico allenatore che ha vinto il campionato di calcio italiano con tre squadre diverse, Milan, Roma e Juventus e due volte la Liga col Real Madrid, aggiunge: «Dopo aver ascoltato il parere della squadra. Ai miei giocatori chiedo innanzitutto sincerità.

Non voglio intorno a me yes man e nelle riunioni sono disposto a fare il giro del tavolo due volte pur di avere risposte chiare e franche». Ha fama di duro Capello nel calcio che ha conosciuto da giocatore, dirigente, commentatore e allenatore.

Si riconosce nel ritratto del capo-allenatore duro?
Se essere serio vuol dire essere duro, allora io sono seriamente duro.
Ma in pratica come è stato, e come sarà, il rapporto con le sue squadre?

Un allenatore deve esprimere chiaramente la propria personalità. Non dimentichiamoci che è uno contro 25, per cui quello che fa e dice viene giudicato e discusso da 25 persone. Definiti i ruoli, io mi considero equilibrato e attento, soprattutto quando mi capita di toccare la sfera personale, quella più delicata, in cui tutti hanno una memoria da elefante, per cui sono pronti a tirare fuori cose dette e fatte anche sei mesi prima. E poi credo che in tutti i rapporti serva innanzitutto rispetto.
Da entrambe le parti o da una parte sola?
Io ne ho e ne chiedo anche, ma quello che voglio non è il rispetto della paura, bensì quello della mia persona.
Definiti i ruoli, qual è la priorità del metodo Capello?
La programmazione che deve essere di due tipi. Di lungo termine quando si scelgono i giocatori prima dell’inizio del campionato e si decide che squadra si vuole fare scendere in campo dal punto di vista tattico. E di breve, anzi brevissimo termine perché gli infortuni sono sempre in agguato.

In una squadra di calcio, così come in quella di qualsiasi manager, un giocatore importante, su cui un allenatore o un capo hanno puntato tutto per raggiungere l’obiettivo, può essere messo fuori gioco in qualsiasi momento

Cosa dice il capitolo infortuni del suo metodo?
Mai puntare troppo su una sola persona, preparare sempre una carta di riserva e motivare tutta la squadra a dare il meglio di sè. Sempre con serenità.
Sempre, anche in caso di sconfitta, nel dopo partita negli spogliatoi?
La percentuale dei miei interventi nel dopo partita è stata minima, in genere io lascio passare due giorni. Preferisco non intervenire subito perché c’è troppa tensione e il rischio di sbagliare l’intervento sia nel tono sia nelle parole è troppo alto. Meglio aspettare.

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LA PREPARAZIONE ATLETICA-CALCIO-N.2 SETTORI PRINCIPALI

Novembre 20, 2007

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I 2 settori principali della preparazione fisica.

a.1 Preparazione generale rivolta al miglioramento globale e progressivo della qualità di lavoro muscolare che l’organismo è in grado di svolgere prima di incorrere nei fenomeni dell’affaticamento; essa interviene quindi sui sistemi cardiocircolatori, respiratorio e muscolari

a.2 Preparazione specifica con cui si interviene sulle capacità particolari richieste dal gioco del calcio; in questo caso viene anche impegnato il sistema nervoso

Le due preparazioni, generale e specifica, sono strettamente collegate una all’altra e devono essere accuratamente bilanciate.

Nota: nel settore giovanile deve avere la prevalenza, la preparazione generale. Con il progredire della carriera del giocatore devono cambiare non soltanto la quantità e la distribuzione, ma anche i contenuti della preparazione generale e specifica

L’ORGANIZZAZIONE DELL’ALLENAMENTO

Stabiliti i 7 principi di base, e specificato che la preparazione atletica si divide in due settori chiave,

l’allenatore deve passare alla

fase operativa

che si può sviluppare attraverso 3 passi :

I. Programmazione

II. Realizzazione

III. Controllo

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LA PREPARAZIONE MENTALE

Novembre 20, 2007

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Nella esistenza della vita esistono 8 aree principali.

Ecco le 8 aree più importanti nella vita di ogni essere vivente.

1. Lavoro

2. Finanze

3. Salute e fisico

4. Mente e spirito

5. Emozioni

6. Amicizia e divertimento

7. Famiglia

8. Rapporto di coppia

Nel gioco del calcio esistono 4 aree principali .

Le 4 aree fondamentali nel mondo del gioco del calcio sono:

  • Tecnica
  • Tattica
  • Fisica
  • Gestione del gruppo o preparazione mentale
  • Non riuscite a dare “valore” al vostro lavoro?

    Qualcosa vi impedisce di afferrare il successo?

    Volete dare il meglio di voi stessi?

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    e.book gratis sulla Preparazione mentale:

    Ecco svelato – gratis in questo fantastico mini e.book pieno di contenuti pratici da mettere SUBITO in pratica all’interno del tuo spogliatoio – il segreto NUMERO UNO su come raggiungere il tuo obiettivo

    Uno dei tanti motivi per cui pochi riescono ad ottenere quello che vogliono è perché non focalizzano mai abbastanza la loro attenzione sull’obiettivo, non concentrano tutta la loro forza.

    Il più delle volte girano a vuoto senza mai decidersi di ottenere qualcosa di preciso.

    Anzi, la maggior parte della gente fallisce in un settore della sua vita o nello sport semplicemente perché si focalizza in cose di poca importanza.

    Quando invece, ci concentriamo intensamente su un determinato aspetto della nostra vita che vogliamo migliorare riusciamo a..

    “sviluppare delle capacità uniche, per migliorare l’aspetto più debole della nostra catena”

    Quante volte, nei momenti di difficoltà ci siamo sentiti dire dai nostri amici, famigliari o conoscenti, “cosa dobbiamo fare per risolvere quel problema” e quante volte nonostante sapessimo cosa fare… non siamo riusciti a migliorare quella situazione?

    Oggi, noi tutti sappiamo che sapere solo l’informazione contenente il…

    “cosa devo fare”

    non basta per poter migliorare o togliersi dai GUAI! Per ottenere un miglioramento occorre sapere anche

    come fare ”

    Per Esempio :

    non basta dire teoricamente alla squadra “domenica bisogna vincere!! E per vincere dobbiamo cambiare la mentalità, avere meno paura di giocare la palla, ecc,ecc”, ma…

    occorre anche insegnargli, con allenamenti specifici e mirati, come deve fare!

    “Non basta dire al proprio figlio che, se vuole prendere dei buoni voti deve dedicare più tempo allo studio e impegnarsi di più di quello che sta facendo (cosa deve fare), occorre anche dirgli come deve fare per migliorare e quindi insegnargli un metodo di studio (come fare) che gli permetta di migliorare la qualità dello studio e di conseguenza migliorare anche i voti.

    Quindi detto questo, tu avrai molte più possibilità di raggiungere il tuo obiettivo se….

    vittoriasquadra.jpg

    Applicherai immediatamente

    UNO dei segreti del CNA

    che è quello di….

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    LA PREPARAZIONE ATLETICA-CALCIO- N. 7 PRINCIPI BASE

    Novembre 20, 2007

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    Affinché UN ALLENATORE svolga una preparazione atletica risulti efficace occorre che si attenga ai

    7 principi base

    1) PRINCIPIO DELLA SPECIFICITA’NELLA PREPARAZIONE ATLETICA

    Si riferisce all’opportunità di scegliere le forme di allenamento più adatte e produttive in riferimento al gioco del calcio

    2) PRINCIPIO DELL’ INTERVALLIZZAZIONE

    Questo principio prevede che il programma di allenamento annuale venga diviso in 3 periodi:

    1. Periodo preparatorio

    2. Periodo agonistico

    3. Periodo di transizione

    3) IL PRINCIPIO DELLA GRADUALITA’ E DELLA PROGRESSIVITA’

    La gradualità nelle sedute di allenamento specifiche per la preparazione atletica devono prevedere all’inizio movimenti leggeri e semplici, per passare successivamente a movimenti via via più consistenti e complessi.

    La progressività si riferisce invece al carico, che inizialmente deve essere leggero per poi aumentare progressivamente fino al grado più elevato sopportato dal giocatore e soprattutto dall’impegno che la categoria richiede

    4) PRINCIPIO DEL CONSOLIDAMENETO

    Nel proponimento di una esercitazione fisica con un determinato carico, non ci si deve limitare in quella seduta alla pura esecuzione, ma se ne devono prevedere altre, in modo tale che, una volta assorbito e consolidato, se ne possa aggiungere altro, dello stesso tipo e forma.

    5) PRINCIPIO DELLA DUPLICITA’

    Tale principio si riferisce alla necessità che tutte le capacità fisiche devono essere allenate, senza trascurarne alcuna.

    6) PRINCIPIO DELLA CONSAPEVOLEZZA

    Si tratta di ottenere da parte di tutti i giocatori, una partecipazione attiva al processo di allenamento fisico, attraverso una comunicazione efficace che li convinca che il tipo di allenamento che svolgono è il migliore e il più adatto alle loro caratteristiche atletiche

    7) IL PRINCIPIO DELLA CONTINUITA’

    L’allenamento fisico non deve subire interruzioni durante l’anno

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    I MIGLIORI

    Novembre 19, 2007

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    FABIO CAPELLO

    Nato a Pieris (Gorizia) il 18 giugno 1946,

    Per molti Fabio Capello rappresenta quel modello di uomo inflessibile e duro teso solo al risultato. Ma se poi i risultati sono quelli che l’ombroso allenatore Goriziano è stato capace di conseguire nella sua prestigiosa carriera, è difficile dargli torto.

    Lui è uno dei pochi capace di trasmettere a qualsiasi squadra la cosiddetta “mentalità vincente”. Anche se, come tutti i duri, poi è persona di grandi capacità di comprensione e umanità. Capello è anche noto per avere la particolare virtù di saper coltivare giovani campioni: basterebbero i nomi di ….Francesco Totti e Antonio Cassano.

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    LE INTERVISTE CON LA ” I “MAIUSCOLA

    «Io decido». Segue una breve pausa. Poi Fabio Capello, 61 anni, l’unico allenatore che ha vinto il campionato di calcio italiano con tre squadre diverse, Milan, Roma e Juventus e due volte la Liga col Real Madrid, aggiunge: «Dopo aver ascoltato il parere della squadra. Ai miei giocatori chiedo innanzitutto sincerità.

    Non voglio intorno a me yes man e nelle riunioni sono disposto a fare il giro del tavolo due volte pur di avere risposte chiare e franche». Ha fama di duro Capello nel calcio che ha conosciuto da giocatore, dirigente, commentatore e allenatore.

    Si riconosce nel ritratto del capo-allenatore duro?
    Se essere serio vuol dire essere duro, allora io sono seriamente duro.
    Ma in pratica come è stato, e come sarà, il rapporto con le sue squadre?

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    In una squadra di calcio, così come in quella di qualsiasi manager, un giocatore importante, su cui un allenatore o un capo hanno puntato tutto per raggiungere l’obiettivo, può essere messo fuori gioco in qualsiasi momento

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    Mai puntare troppo su una sola persona, preparare sempre una carta di riserva e motivare tutta la squadra a dare il meglio di sè. Sempre con serenità.
    Sempre, anche in caso di sconfitta, nel dopo partita negli spogliatoi?
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    I MIGLIORI

    Novembre 19, 2007

    mancini1.jpgmancinijeans.jpgmancini-coppa.jpgmancini-piccolo.jpg

     

    E’ Roberto Mancini l’allentatore più pagato della Serie A:

    11.000 euro al giorno

    al mese: 333.333 euro al mese

    5 milioni di euro

    2 posto: Carlo Ancelotti 4,500.000//00 all’anno

    3 posto: Luciano Spalletti 2,000.000//00 all’anno

    4 posto: Prandelli e Ranieri 1,500.000//00 all’anno.

    Walter Novellino : 1,100.000 all’anno Stefano Colantuono: 900 mila euro/anno
    Reja: 700 mila euro a stagione
    Delio Rossi Lazio 550 mila a stagione

    Ultimo ex Fernando Orsi Livorno 200.000 euro all’anno

    ROBERTO MANCINI

    Roberto Mancini è nato a Jesi (Ancona) il 27 Novembre 1964 sotto il segno del Sagittario, ascendente Aquario.

    Le mie preferenze A tavola: pasta al forno
    Bibita: birra, coca cola
    Attore: Sean Connery
    Attrice: Michelle Pfeiffer
    Film: 007
    Libri: gialli, John Grisham
    Cantante: Lucio Battisti
    Genere musicale: musica italiana
    Colore: blu e le sue tonalità
    Città: Bologna
    Dolci: millefoglie, tiramisù
    Auto: sportiva e veloce (Porsche 911 turbo)
    Hobby: calcetto, motori, orologi
    Sport (oltre il calcio): basket
    Campione: Carlton Myers
    Campionessa: Valentina Vezzali, Giovanna Trillini
    Profumo: Eternity (Calvin Klein)
    Stilista: Giorgio Armani
    Abbigliamento: classico elegante
    Riti in campo: segreto
    Scarpe: Trickers
    Vacanze: mare, pulito

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    LA PREPARAZIONE TATTICA

    Novembre 19, 2007

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    “L’attacco fa vendere i biglietti ma la difesa fa vincere le partite”
    Chiunque mastichi un po’ di calcio ha sentito almeno una volta questa frase. Vediamo quindi, come è costituita una difesa, cosa fa ogni giocatore e in quali circostanze l’operato di ognuno è fondamentale.Per prima cosa, però, è doverosa una precisazione: mentre in alcuni situazioni offensive il lavoro di alcuni giocatori, pur essendo importante, non è fondamentale, in difesa questo non avviene, visto che ad ogni azione è vitale che ogni giocatore svolga nel miglior modo possibile le sue competenze.

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