LA TECNICA: la progressione didattica sul dominio della palla…

Dicembre 31, 2007

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www.ancheiopossoallenare.wordpress.com

Ciao,

ecco un altro metodo di allenamento per gli allenatori, composto da 25 esercitazioni GRATIS pronte all’uso, con progressione didattica per allenare il controllo della palla. E’ vero, ci sono centinaia di esercitazioni tecniche, ma queste 25 che io vi propongo sono tutte concatenate per ottenere un miglioramento specifico.

Per ottenere un ottimo dolce, non basta sapere quali tipi di ingredienti occorre utilizzare, occorre anche sapere quanti grammi metterne e.. in quale ordine!

Esempio :

obiettivo tecnico dell’allenatore: miglioramento del dominio palla
15 minuti di tecnica riguardanti esclusivamente questo tema specifico
15 minuti partitina
15 minuti di tiri in porta e cross con un percorso da eseguire

ecc.ecc.
Quando farle nella seduta di allenamento?
Queste esercitazioni, l’allenatore le può anche inserire, nello spazio dedicato al riscaldamento.
Quanto farne?
libero

Vuoi visionarle o scaricarle?

Ecco dove la puoi trovare:

Autore: Maurizio Calamita
Ex giocatore di calcio professionista, con patentino di seconda categoria
E’ stato allenatore del Torino calcio
Settore giovanile: categoria allievi nazionali

Cordiali saluti,
Marco Mirisola


PREPARAZIONE MENTALE NEL CALCIO… in pillole

Dicembre 24, 2007

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PREPARAZIONE MENTALE NEL CALCIO : la sintassi in pillole

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Ma ogni cosa sia fatta con decoro e con ordine.
1 Corinzi 14,40

Il mondo in cui viviamo è quello in cui scegliamo di vivere, consciamente o inconsciamente che sia. Se scegliamo la felicità, è la felicità che avremo. Se scegliamo l’infelicità, quella avremo. Se un allenatore di calcio vuole migliorare, migliora!

Le nostre convinzioni sono il fondamento per raggiungere l’eccellenza!

E’ stato scoperto che la maggior parte degli allenatori di calcio di successo, per ottenere grandi risultati, compiono sempre un insieme di azioni, sia mentali che fisici. Se continuiamo a produrre sempre le stesse azioni e gli stessi gesti, otterremo sempre gli stessi risultati.

Ciò vuol dire che se non siamo riusciti, fino ad oggi, a ottenere il nostro obiettivo specifico, dobbiamo cambiare completamente il nostro modo di agire.(con le stesse azioni otterremo sempre gli stessi risultati). C’è però un altro fattore molto importante che influisce sui risultati:

“la sintassi dell’azione”

La sintassi, ( il nostro modo di ordinare le azioni), può cambiare moltissimo il tipo di risultati che otteniamo.

Qual’è la differenza tra ” il gatto ha graffiato il tizio” e ” il tizio ha graffiato il gatto?” e la differenza tra ” Roberto mangia il topo” e “il topo mangia Roberto?”

La differenza è enorme, eppure le parole sono esattamente le stesse!!

BUON NATALE!!

Cordiali saluti,
Marco Mirisola

Siete interessati a questo argomento?

Cosa volete migliorare in questa area ?

tuttipossonoallenare@libero.it

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LA TECNICA: La finta e il dribbling

Dicembre 22, 2007

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Ciao,

ecco un metodo di allenamento per gli allenatori, composto da 10 esercitazioni GRATIS pronte all’uso, con progressione didattica per allenare la finta e il dribbling dei tuoi giocatori. E’ vero, ci sono centinaia di esercitazioni tecniche, ma queste 10 che io vi propongo sono tutte concatenate per ottenere un miglioramento specifico.

Per ottenere un ottimo dolce, non basta sapere quali tipi di ingredienti occorre utilizzare, occorre anche sapere quanti grammi metterne e.. in quale ordine!

Come tutti sappiamo la tecnica, sopratutto nel settore giovanile, deve essere allenata con molta intensità. Gli allenamenti della tecnica, che deve proporre un allenatore devono sempre raggiungere un obiettivo ben preciso.

Se nella seduta di allenamento stabilisci l’obiettivo di allenare la finta e il dribbling, tutte le esercitazioni (tecniche e anche tattiche) che dovrai fare in questa seduta di allenamento, devono seguire lo stesso tema. E’ poco corretto, per un allenatore, mischiare esercitazioni che non hanno niente a vedere con l’obiettivo fissato.

Esempio :

obiettivo tecnico dell’allenatore: miglioramento della finta e del dribbling

15 minuti di tecnica riguardanti esclusivamente questo tema specifico
15 minuti di cross: con un avversario sulla fascia (da saltare col dribbling)
15 minuti di tiri in porta, saltando un avversario (col dribbling)

ecc.ecc.

Quando farle nella seduta di allenamento?

Queste esercitazioni, l’allenatore le può anche inserire, nello spazio dedicato al riscaldamento.

Quanto farne?

2 serie da 5 ripetizioni ( circa)

Vuoi visionarle o scaricarle?

Ecco dove la puoi trovare:

Autore : Maurizio Calamita
Ex giocatore di calcio professionista con Patentino di seconda categoria

E’ stato allenatore del Torino calcio
Settore giovanile: categoria allievi nazionali

Cordiali saluti,

Marco

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Allenamento – LA TATTICA: La zona in pillole 4-4-2

Dicembre 20, 2007

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Donadoni allenatore della nazionale di calcio italiana

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La difesa a zona schierata a quattro giocatori

Squadra corta e …fuori gioco

due concetti un po lontani tra loro. La prima rimane un pò il caposaldo del modulo a zona e di molti allenatori di calcio, mentre il secondo non viene più attuato sistematicamente, perchè ora per molti allenatori è diventato essenziale mantenere sempre di più la copertura centrale e sopratutto perchè molte squadre sono diventate veramente abili ad evitare la trappola del fuorigioco.

Nei primi tempi di Arrigo Sacchi, il Milan attuava il metodo di una diagonale a quattro. Con il fuorigioco chiamato da uno dei due centrali.

Cosa succedeva?
Il terzino alcune volte non riusciva a salire in tempo perchè la distanza da coprire era molto lunga, vanificando, così, la tattica del fuorigioco. Quindi Arrigo, dopo i primi esperimenti, ha portato l’esterno difensivo in linea con i compagni o anche più avanti.

Il successivo passaggio difensivo, ancora applicato da alcuni allenatori, è quello di disporre la linea difensiva solo su due linee, con i centrali uno a fianco all’altro. A parere di molti allenatori, però è molto rischioso, ecco perchè preferiscono una copertura su tre linee.

Adesso è cambiato anche il modo di attaccare la zona:

-alcune squadre per mettere in difficoltà i 4 difensori in linea, schierano una sola punta;
-altre squadre schierano una solo punta + due ali che giocano larghe.

Con questa disposizione degli avversari, i difensori, che dovrebbero rimane sempre equidistanti tra loro, sono costretti ad allargarsi!! per non trovarsi in difficoltà sui cambi di gioco.

Cordiali saluti,
Marco Mirisola

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Allenamento – LA TATTICA: La zona in pillole 4-4-2

Dicembre 20, 2007

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Fabio Capello allenatore della nazionale di calcio inglese

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La difesa a zona schierata a quattro giocatori

Il modulo a zona consiste principalmente nello svolgere i movimenti di attacco e di copertura.

L’esercitazione o l’allenamento base da far svolgere ai giocatori di calcio per questo fine è il 2>2 che prevede, dapprima in modo passivo, l’aggressione al possessore della sfera quando entra nella propria zona di competenza e la conseguente copertura e sostegno da parte del compagno. Nel momento del passaggio all’altro giocatore, si invertono i compiti.

Poi chiaramente l’allenatore di calcio deve proseguire l’allenamento della didattica, passando ad allenare tre e poi quattro giocatori. Anche in questi casi uno attacca e gli altri coprono. Nel caso in cui nel proprio settore di competenza ci siano due avversari l’abilità di ogni difensore consiste nel saper temporeggiare.

L’allenatore di calcio deve sapere come automatizzare i movimenti dei suoi difensori

Leggere la situazione in campo per un allenatore di calcio, diventa abbastanza naturale quando si dà una certa ripetitività ai lavori durante gli allenamenti della settimana. Ciò non significa ripresentare sempre la stessa esercitazione o allenamento, ma variare le proposte pur mantenedo gli stessi obiettivi finali. Questo discorso vale sopratutto per la linea difensiva: chi la compone deve eseguire tutti i movimenti in modo preciso e sincronico, mentre il discorso per l’automazione dei movimenti per i centrocampisti è meno rigido.

Di solito a proposito dei movimenti della linea dei quattro, si preferisce che i due centrali diano sempre copertura reciproca perchè si ritiene che sia più importante di una diagonale ben eseguita; con questo sistema, si è più coperti e si corrono meno pericoli. Infatti se su un attacco laterale ci si dispone su tre linee, con un centrale che copre l’altro, si è più tranquilli, pur regalando profondità agli avversari nel lato debole.

Cordiali saluti,
Marco Mirisola

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Allenamento – LA PREPARAZIONE ATLETICA

Dicembre 16, 2007

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Richiedi GRATIS in anteprima assoluta il primo capitolo del nuovissimo libro e-mail tuttipossonoallenare@libero.it

Ecco il nuovo sistema

“dell’auto-allenamento-diretto”

“Come allenare una squadra di calcio”

Dalla scrivania di: Marco Mirisola

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tratto dal libro :Come allenare una squadra di calcio

ATTUAZIONE PRATICA DEL PROGRAMMA DI ALLENAMENTO

L’allenatore di calcio deve sviluppare per iscritto il suo programma di allenamento, rivolgendo con metodicità la sua attenzione ai diversi punti su cui si articola un piano di lavoro.

Sviluppo di un piano iniziale:

bulletcheck.gifPrimo:
l’allenatore di calcio prima di sviluppare un piano, deve conoscere la data di inizio della Coppa Italia, dell’inizio del Campionato di calcio e la durata dello stesso con le relative soste

bulletcheck.gifSecondo:
l’allenatore di calcio successivamente deve fissare la data di inizio degli allenamenti e la durata della preparazione precampionato, fissare insieme alla società la località per lo svolgimento degli allenamenti di precampionato

bulletcheck.gifTerzo:
l’allenatore di calcio deve fissare il numero dei giocatori che deve portare in ritiro. In base al tipo di ritiro precampionato, deve fissare il numero di sedute settimanali, le partite amichevoli e l’orario di inizio allenamenti

bulletcheck.gifQuarto:
l’allenatore di calcio deve fissare il numero di sedute settimanali del periodo di campionato e il relativo orario di inizio allenamenti

bulletcheck.gifQuinto:
l’allenatore di calcio deve stabilire quando effettuare i Test di entrata

bulletcheck.gifSesto:
l’allenatore di calcio stabilisce i parametri dei carichi iniziali, in base ai risultati dei test od a valori già conosciuti

bulletcheck.gifSettimo:
l’allenatore di calcio stabilisce i tempi e le percentuali di progressione dei carichi di lavoro, con attenta valutazione della quantità e dell’intensità delle esercitazioni

bulletcheck.gifOttavo:
l’allenatore di calcio stabilisce le percentuali di intervento per ogni seduta di allenamento, sulle diverse capacità richieste al giocatore, tipo:

Esempio: la percentuale dei carichi della prima settimana di ritiro

RESISTENZA

40%

FORZA

30%

VELOCITA’

20%

AGILITA’

10%

Le percentuali si riferiscono al lavoro allenante vero e proprio, quello che occupa la parte centrale della seduta. La divisione della percentuale delle capacità che abbiamo proposto od una variazione di essa, che si possa ritenere più adatta al gioco che si intende svolgere, può essere di notevole aiuto all’allenatore nella fase di programmazione.

Infatti, egli potrà mantenere le percentuali di distribuzione dei tempi dedicati alle singole capacità, indipendentemente dal numero degli allenamenti possibili.

bulletcheck.gifNono:
l’allenatore di calcio deve prevedere l’organizzazione delle singole sedute di allenamento in modo da rispettare una opportuna alternanza tra le forme di esercitazione proposte, per evitare che si verifichi un eccessivo affaticamento specifico (ad esempio, deve dosare bene i carichi di allenamento quando nella stessa seduta, coincidono allenamenti specifici per la forza e per la velocità, in quanto vengono chiamati in causa gli stessi meccanismi)

bulletcheck.gifDecimo:
l’allenatore di calcio deve organizzare la successione delle singole sedute e dei cicli settimanali in modo che sia prevista la opportuna collocazione di sedute o cicli a carico ridotto o molto ridotto dopo allenamenti con carichi elevati, per consentire il necessario adattamento e recupero

bulletcheck.gifUndicesimo:
l’allenatore di calcio deve prevedere i tempi e le modalità per effettuare i controlli sull’allenamento.

Una particolare attenzione, nella programmazione di una seduta, dovrà essere posta sul carico che essa comporta e sul grado di affaticamento, che di conseguenza, da essa deriva.

bulletpin.gifCome stabilire il carico di lavoro?

Dalla quantità + l’intensità dell’esercitazioni, parametri fondamentali nella valutazione di un impegno fisico e psichico.

bulletpin.gifCome stabilire la quantità?

La quantità è data dal numero delle ripetizioni di un determinato esercizio ( ad esempio, 5 ripetizioni di 100 mt)

bulletpin.gifCome stabilire l’intensità?

L’intensità di una esercitazione fisica è stabilita dal modo in cui la si svolge ( riferendoci all’esempio precedente, varia l’intensità dei 100 metri se vengono eseguiti a velocità massima o, ad esempio, al 70%)

 

La quantità viene generalmente indicata con un numero e la intensità con una percentuale del massimo
n. 5 ripetizioni di 60 mt al 70% del massimale del giocatore

I QUATTRO MOMENTI BASE DELLA PROGRAMMAZIONE

La periodizzazione

Il periodo preparatorio

Il periodo agonistico

Il periodo di pausa

Questi 4 momenti base corrispondono ai tre momenti di base di ogni sistematica programmazione:….

Richiedi GRATIS in anteprima assoluta il primo capitolo :

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Ecco dove la puoi trovare:

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Cordiali saluti,

Marco Mirisola

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Contatti: tuttipossonoallenare(at)libero.it


Alleniamo LA TATTICA: Delio Rossi schema 4-3-3

Dicembre 16, 2007

 

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Delio Rossi allenatore della Lazio

Delio Rossi: Come sceglie i suoi giocatori da inserire nel suo modulo di gioco

4-3-3

dalla scrivania di Marco Mirisola direttore di: www.ancheiopossoallenare.wordpress.com

Non è facile, per un allenatore di calcio, quando incomincia un’avventura con una squadra nuova, far comprendere ai giocatori dei concetti di gioco, che poi gli permetteranno di cogliere gli errori e memorizzare i movimenti e i tempi corretti da applicare al modulo di gioco scelto del 4-3-3.

Non è facile, per un allenatore di calcio, in poco tempo con la sola didattica insegnata ai giocatori, far assimilare il verbo dell’allenatore del 4-3-3.

Non è facile, per un allenatore di calcio, riuscire a dare una mentalità offensiva, senza avere la possibilità di avere il tempo necessario da dedicare alla didattica del 4-3-3.
Chi esprime questi concetti è un signor allenatore : Delio Rossi.

Ci vuole tempo per allenare il 4-3-3!!

Per poter far assimilare rapidamente i concetti chiave del modulo 4-3-3 si deve disporre in organico di giocatori adatti per la musica che si vuole suonare, e dedicarsi, durante la stagione, alla cura dei particolari che fanno realmente la differenza e consentono di dare alla squadra, non solo un’organizzazione di gioco, ma anche la fluidità e l’efficacia che contraddistinguono la qualità di ogni tecnico di calcio.

Quindi come vediamo, anche Delio Rossi ha in comune con Gigi Del Neri la cura dei particolari e anche Delio Rossi sostiene che sono i particolari che fanno fare la differenza!

Un caso?

 

Vediamo nel dettaglio come giocano di solito le squadre allenate da Delio Rossi.

I giocatori fondamentali che inserisce nella modulo 4-3-3, sono:

i due esterni offensivi, la punta centrale e il centrocampista che gioca davanti alla difesa

Quali caratteristiche cerca, Delio Rossi, in questi due esterni offensivi quando costruisce la sua squadra nel periodo estivo?
VELOCITA’ E RESISTENZA

Nello specifico cosa intende quando parla di velocità Delio Rossi?
DEVONO AVERE UNA BUONA CORSA SIA SUI 20 MT SIA SUI 50 MT

E invece cosa intende per resistenti?
DEVONO ESPRIMERE QUESTA VELOCITA’ PIU’ VOLTE DURANTE LA PARTITA

Quali caratteristiche deve avere il centrocampista centrale che gioca davanti alla difesa?

Può anche non avere grandi doti di regista in quanto, questo giocatore ha il compito di collegare le due catene laterali e innescare quella opposta, quando non si riesce a sfondare da un lato. I movimenti sono tutti studiati sia alla lavagna sia sul campo Questo giocatore deve inventare nulla, ha solo il compito di recitare lo spartito che gli viene assegnato.

Per il compito che svolge non abbisogna che lui possieda un calcio lungo e preciso (50 mt) mentre il suo raggio di azione è limitato dentro i 30 mt. Questo perchè il centrocampo scelto da Delio Rossi, per questo modulo, è un mix di giocatori con caratteristiche differenti. Gli altri due giocatori dovranno possedere le caratteristiche di incontrista e trequartista.

Le caratteristiche della punta centrale sono legate alla scelta dei due esterni offensivi.
Se i due esterni hanno le caratteristiche sopra descritte la punta deve essere brava tecnicamente, perché anche lui ha il compito di collegare le due catene laterali e il compito di far salire la squadra quando l’azione inizia dal lato opposto da cui non si è riusciti a bucare.

Mentre, Se uno dei due esterni offensivi ha le caratteristiche da tornante e l’altro da trequartista, allora la punta centrale può anche non essere molto brava tecnicamente e quindi non collaborare continuamente con i suoi compagni, ma deve avere le caratteristiche di finalizzatore. Con questo mix di giocatori, Delio Rossi completa il reparto in maniera equilibrato, quello che perde con la punta in fase di manovra, lo recupera col trequartista.

Se utilizzo questo sistema di gioco, devo dire alla mia squadra di allargare il gioco sulle fasce?

No, questo sistema di gioco non privilegia i cross, ma sfrutta lo spazio in fase offensiva, grazie ai tagli verso l’interno degli esterni offensivi.Questo sistema di gioco ti offre molte soluzioni offensive, ma non possiede una quadratura omogenea in fase difensiva.

La perfezione sarebbe quella di riuscire ad attaccare con l’imprevedibilità che ti offre il 4-3-3 in fase offensiva, e difendere con la compattezza che ti offre il 4-4-2 in fase difensiva.

Il concetto di calcio offensivo di Delio Rossi , non prevede la presenza necessaria di tre attaccanti puri, ma di tre punti di riferimento in fase offensiva. Possono giocare in avanti secondo il suo credo, anche:

3 centrocampisti
1 punta+2 esterni
1 punta+2 rifinitori

Naturalmente a patto che rispecchino le caratteristiche sopra descritte

Cordiali saluti,
Marco Mirisola

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LA GESTIONE DEL GRUPPO: Le convinzioni

Dicembre 16, 2007

 

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Gigi Del Neri allenatore dell’Atalanta

 

Ecco svelato il pensiero PRINCIPALE di Gigi del Neri…

“…Mentre Difendi Pensa..
Ad attaccare”

Questa è la filosofia che trasmette ai suoi giocatori: difesa attenta, ma sempre in funzione del contrattacco

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Caro allenatore,

il gioco a zona nel calcio di oggi, purtroppo, non s’improvvisa. Un allenatore di calcio non può decidere all’improvviso di passare da un modulo a uomo (…dopo solo pochi e marginali allenamenti settimanali) al modulo a zona, solo perchè, oramai tutti giocano a zona o solo perchè si è perso qualche partita o solo perchè i giocatori lo richiedono. Tu non ci crederai ma è quello che mi ha raccontato un allenatore, non molto tempo fa.

L’allenatore di calcio capace, che sa come far giocare a zona la sua squadra, si accorge subito, quando assiste ad una partita di calcio, se chi sta in panchina è un ottimo allenatore oppure no.

Se ne accorge da come si muove la squadra, da come si muovono e sono organizzati i reparti, da come di muove il singolo giocatore. In una zona mal fatta, il reparto che soffre di più è la difesa (sopratutto i due centrali, perchè devono chiudere le falle createsi al centro e ai lati.

TIENILO A MENTE: quando il portiere, o i due centrali di difesa sono i migliori in campo, vuol dire che devi subito intervenire…..è come se stesse suonando una sirena di allarme, approfittatene per sistemare subito quello che non va!

Quante volte sugli spalti o alla televisione,vedendo una partita di calcio, hai subito trovato il problema che quella squadra aveva, e prontamente avevi la soluzione bella che pronta. Ma un conto è vedere le partite e trovare il cosiddetto problema, un altro conto è mettersi sul campo e insegnare ai giocatori a trovare le risposte sul campo.

Non è vero? Anche nel calcio vige la legge :” Il come fare è sempre più difficile del cosa fare“. Molti sanno cosa non funziona in una squadra ( ..per esempio, il mio amico panettiere) ma non sanno come fare concretamente a risolvere con successo quel problema.

Ma è anche vero che se un allenatore di calcio ha un… PERCHE’ molto forte…il come fare lo trova sempre! Queste “robe” le esporrò in maniera più dettagliata sulla sezione della gestione del gruppo…nel cosiddetto…cerchio del mister.

Ma che cosa diavolo è il cerchio del Mister ? Il cerchio, che poi è una ruota, è composta da 4 settori TATTICA-ATLETICA-TECNICA-MENTALE. Affinchè tu faccia un sufficiente o discreto lavoro sulla tua squadra nell’arco dell’anno, sia nello spogliatoio sia in campo, non devi trascurare nemmeno uno di questi 4 settori, devi essere equilibrato, trasmettendo e spiegando semplicemente le cose che tu sai.

Se,invece vuoi fare un ottimo lavoro , occorre che tu sappia COME FARE con successo un ottimo lavoro su tutte le 4 aree!

Se per esempio, per te il settore preparazione mentale, non è importante ai fini del raggiungimento del tuo obiettivo, non troverai MAI la strada del COME FARE per motivare a bacchetta, o quando vuoi tu la tua squadra o il tuo giocatore.

Sai che la motivazione è importante, ( ..perchè ti ricordi di quella volta che hai toccato le corde giuste dei giocatori..e hai notato che la tua squadra quando è scesa in campo era caricatissima!!)ma non sai COME MOTIVARE i tuoi giocatori con un metodo preciso e ripetitivo… solo semplicemente perchè non ti interessa abbastanza!!

Se invece per te il settore preparazione mentale è importante, ma ora non sai COME FARE a motivare la tua squadra in maniera ripetitiva (e non d’istinto), devi sapere che solo per questo semplice e preciso motivo, prima o poi troverai la strada che ti indicherà come possedere tutti i segreti e le tecniche per motivare a comando e in maniera ripetitiva la tua squadra.


Gigi del Neri confessa che la sua è una mentalità offensiva, la sua filosofia di pensiero è difendere per attaccare. E’ da qui che si decidono le sorti della carriera di un allenatore, poi viene tutto il resto..la tattica, la tecnica, la preparazione fisica, ecc.ecc.

Gidi del Neri, allenatore di serie A, ha sempre detto apertamente al mondo intero, che lui ha cominciato con il modulo ad uomo, poi negli anni 90, con l’avvento del profeta della zona Arrigo Sacchi, ha letteralmente modificato le sue convinzioni, il suo credo.

Sappiamo tutti che per ottenere dei buoni risultati dobbiamo intraprendere nuove azioni, ma dobbiamo comprendere che tutte le azioni sono guidate da una decisione che deve modificare una nostra credenza, una nostra convinzione.

E’ vero che non possiamo sempre controllare gli eventi nella nostra vita, ma possiamo controllare cosa decidiamo di pensare, credere, sentire e cosa fare di quegli eventi.

Sono Le nostre Decisioni, Non Le Condizioni
Della Nostra Vita, Che Determinano Il
Nostro Destino

All’inizio, confessa Gigi Del Neri, come del resto è capitato a tutti noi, la sua zona era un pò naif, poi la analizzata e studiandola nei minimi particolari sono arrivati i risultati ed è arrivata lla serie A.

Oggi GIGI DEL NERI è convinto, che chi fa la differenza tra un modulo e l’altro, è l’analisi e la cura di ogni azione di gioco.

Esiste una forza dentro di te che decide, che influenza il tuo modo di pensare in ogni momento della tua vita. Questa forza determina:

COSA FARAI E.. COSA NON FARAI!
Determina esattamente dove arriverai nella tua vita.

Come si chiama questa forza?

CONVINZIONE !

Vuoi approfondire?

Vai alla sezione dei contenuti gratis ..Ecco dove la puoi trovare:

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Cordiali saluti,

Marco Mirisola


Allenamento – TATTICA: Gigi DelNeri -schema 4-4-2

Dicembre 10, 2007

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Parliamo di Tattica: Come allena la zona GIGI DEL NERI col modulo 4-4-2

dalla scrivania di Marco Mirisola direttore di:www.ancheiopossoallenare.wordpress.com 

PRIMA PUNTATA…in pillole

Eccoci con Gigi Del Neri, allenatore di calcio oramai affermato che ogni anno col suo metodo di allenamento settimanale ricrea e modernizza il suo modulo tattico, in maniera da far emergere i suoi giovani talenti che ogni anno sono sempre richiesti da club prestigiosi di calcio di serie A.

Grazie al suo credo calcistico legato ai suoi schemi tattici e alla sua preparazione atletica, i suoi giocatori di calcio quando scendono in campo parlano tutti la stessa lingua, sanno tutti cosa devono fare, e tutto questo grazie, soprattutto, ai ripetuti movimenti tattici, allenati durante l’allenamento settimanale.

Gigi del Neri è un allenatore di calcio che dedica molto tempo agli schemi difensivi ,quando i suoi giocatori non sono in possesso di palla! e questa preparazione mentale maniacale, alla fase di non possesso, viene sempre studiata, preparata e legata in funzione della fase offensiva.

Nulla è lasciato al caso durante le sedute di allenamento, perchè con la squadra protesa alla riconquista della palla, i giocatori sono già preparati mentalmente, atleticamente e tatticamente per mettere in difficoltà le retroguardie avversarie, nel momento in cui conquistano la palla.

In questa prima puntata scopriamo alcuni segreti tattici del suo modulo a zona 4-4-2

Come inizia a costruire la fase difensiva fin dal ritiro estivo

1) Schiera fin dai primi giorni di ritiro i 4 giocatori in linea;

2) Mette 4 birilli in maniera da segnare le 4 zone o fasce del campo che fungono da avversari;

3) Da il via agli attacchi ai coni, con un giocatore che si sposta in avanti e l’altro che copre.

Vediamo nel dettaglio come allena i 4 difensori in linea:….

i segreti del 4-4-2 di Gigi Del Neri

ANCHEIOPOSSOGUADAGNARE


LA PREPARAZIONE ATLETICA

Dicembre 10, 2007

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Luciano Spalletti allenatore della Roma

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Nota informativa: Prossima uscita del mio nuovo libro digitale in formato PDF

Richiedi GRATIS in anteprima assoluta il primo capitolo del nuovissimo libro

 

Con il nuovo sistema “dell’auto-allenamento-diretto” vi proporrò:

“Come allenare una squadra di calcio”

 

Ecco le prime “righe” del primo capitolo

Ciao,

Benvenuto e grazie perchè stai leggendo questo manuale.
In questo manuale, cercherò di rispondere alle molte domande che un allenatore ha in mente quando a) deve allenare una squadra, b) quando deve preparare un programma , c) quando lo deve metterlo in pratica.
Ritengo che, fondamentalmente, le domande possano essere ricondotte alle seguenti:

Che tipo di allenamento devo fare?

Quando devo fare?

Quanto ne devo fare?

E a queste 3 domande che ho cercato di dare la mia risposta augurandoti che possa essere, almeno in parte, quella che cercavi.
Bene detto questo si parte…..

Affinchè una preparazione atletica risulti efficace occorre attenersi ai 7 principi base

1) Il principio della continuità
L’allenamento non deve subire interruzioni durante l’anno

2) Il principio della gradualità e della progressività
La gradualità nelle sedute di allenamento specifiche per la preparazione atletica devono prevedere all’inizio movimenti semplici, per passare successivamente a movimenti via via più complessi

La progressività si riferisce invece al carico, che inizialmente deve essere leggero per poi aumentare progressivamente fino al grado più elevato sopportato dal giocatore e dall’impegno che la categoria in cui si gioca richiede.
Nel concetto di progressività rientra anche l’attenta valutazione dei tempi di lavoro e delle pause di recupero (fattori che influiscono alla determinazione dell’entità del carico

3) Il principio della polivalenza

Tale principio si riferisce alla necessità che tutte le capacità fisiche vengano sviluppate contemporaneamente e parallelamente. Inoltre occorre scegliere i mezzi di allenamento per ciascuna capacità con una ampia gamma di proposte e variabilità

4) Il principio della specificità

Si riferisce all’opportunità di scegliere le forme di allenamento più adatte e produttive in riferimento al gioco del calcio

5) Il principio della periodizzazione

Questo principio prevede che il programma di allenamento annuale venga diviso in 3 periodi:

1. Periodo preparatorio

2. Periodo agonistico

3. Periodo di transizione

6) Il principio della stabilizzazione

Nell’acquisizione di un gesto o di un’abilità o di uno schema nuovo non ci si deve limitare al puro apprendimento, ma se ne deve prevedere un numero elevato di ripetizioni in modo tale che una volta acquisito, possa essere utilizzato convenientemente quando se ne presenti la necessità nell’ambito di una competizione

7) Il principio della consapevolezza

Si tratta di ottenere da parte di tutti i giocatori, una partecipazione attiva al processo di allenamento, attraverso una comunicazione efficace che li stimoli a credere in se stessi e in quello che fanno

Richiedi Gratis il primo capitolo del nuovissimo libro

L’organizzazione dell’allenamento

Stabiliti i 7 principi di base, l’allenatore deve passare alla
fase operativa

che si può sviluppare attraverso 3 principi fondamentali:

I.Programmazione

II.Attuazione

III.Controllo

La programmazione

La programmazione dell’allenamento riveste un importanza fondamentale.
E’ indiscutibile che l’allenatore che deve iniziare una stagione calcistica debba prevedere un programma di lavoro atletico – tecnico tattico ben finalizzato ed articolato, secondo il grado di valore dei giocatori, della categoria, dell’obiettivo della società,a seconda del numero dei giocatori a disposizione, degli allenamenti settimanali e dell’orario di inizio allenamenti

I 3 ingredienti della programmazione

a. PREPARAZIONE MENTALE

Rivolta ad individuare e valutare le capacità di ogni soggetto in questa sfera, a migliorarla ed a indirizzarle nella direzione più appropriata in modo da ricavarne il massimo rendimento, sia come individuo che come componente di una squadra.

b. PREPARAZIONE ATLETICA

La preparazione atletica si divide in :

Preparazione Generale rivolta al miglioramento globale e progressivo della qualità di lavoro muscolare che l’organismo è in grado di svolgere prima di incorrere nei fenomeni dell’affaticamento; essa interviene quindi sui sistemi cardiocircolatori, respiratorio e muscolari
Preparazione specifica con cui si interviene sulle capacità particolari richieste dal gioco del calcio; in questo caso viene anche impegnato il sistema nervoso
Le due preparazioni, generale e specifica, sono strettamente collegate una all’altra e devono essere accuratamente bilanciate Nota: nel settore giovanile deve avere la prevalenza, la preparazione generale. Con il progredire della carriera del giocatore devono cambiare non soltanto la quantità e la distribuzione, ma anche i contenuti della preparazione generale e specifica.

linguetta.jpg Come stabilire il carico di lavoro?

Dalla quantità + l’intensità dell’esercitazioni, parametri fondamentali nella valutazione di un impegno fisico e psichico.

linguetta.jpg Come stabilire la quantità?

La quantità è data dal numero delle ripetizioni di un determinato esercizio ( ad esempio, 5 ripetizioni di 100 mt)

linguetta.jpg Come stabilire l’intensità?

L’intensitàdi una esercitazione fisica è stabilita dal modo in cui la si svolge ( riferendoci all’esempio precedente, varia l’intensità dei 100 metri se vengono eseguiti a velocità massima o, ad esempio, al 70%).
La quantità viene generalmente indicata con un numero e la intensità con una percentuale del massimo:
n. 5 ripetizioni di 60 mt al 70% del massimale del giocatore

c. PREPARAZIONE TECNICO-TATTICA

Questa è rivolta a migliorare le capacità tecniche individuali e tattiche di squadra e ad incanalarle ed armonizzarle nell’ambito del gioco che si intende impostare. Ne l’esame dei gesti tecnici ne l’analisi delle componenti Tattiche sono compito specifico di questo nostro lavoro.
Le tre forme di preparazione che abbiamo visto risultano strettamente interconnesse e tutte indispensabili per ottenere una formazione calcistica completa e ai massimi livelli
Alla prossima.

Cordiali saluti,

Marco M.

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Come allenare una squadra di calcio col metodo dell’allenamento-auto-diretto”

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(Un programma (SISTEMA 3+1) di 4 settimane di allenamento per chi si allena 2-3 volte alla settimana)

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Domande?Informazioni? E-mail: tuttipossonoallenare(at)libero.it

 


Mi presento

Dicembre 4, 2007

Ciao, dopo poco più di due settimane di “vita” del sito “ancheiopossoallenare” è arrivata l’ora che mi presenti ufficialmente a tutti coloro che fino ad oggi hanno avuto fiducia nel mio lavoro e nel lavoro che andrò a sviluppare in futuro.

In questo preciso momento 4 dicembre 2007 ore 19:40, le registrazioni al sito di www.ancheiopossoallenare.wordpress.com, hanno toccato le 200 iscrizioni. GRAZIE!

marco-mirisola-nel-perugia-calcio.jpg marco-mirisola-nello-spezia-calcio.jpg

L. Marco Mirisola

ex giocatore professionista di:

SPEZIA

CASALE

SAVONA

TORRES

PERUGIA

 

Contatto: e.mail: tuttipossonoallenare@libero.it

http://ancheiopossoallenare.com/welcom.html


LE SEDUTE DI ALLENAMENTO di una squadra di serie A

Dicembre 4, 2007

gigidelneriincravatta.jpg

Prendi anche un solo spunto per costruire la Tua settimana “tipo” di allenamento

LA SETTIMANA TIPO DI UNA SQUADRA PROFESSIONISTICA

DI SERIE A

Ciao,

ecco una breve tabella di allenamento di una squadra di serie A.
Il motivo per il quale ho voluto inserire questa tabella (non dettagliata) sta nel fatto che un allenatore di calcio deve avere sempre dei punti di riferimento su cui basarsi, non tanto nel volume e nella quantità dei carichi di lavoro da applicare ai suoi giocatori, (in serie A sono elevati) ma…

nel modo in cui viene strutturata e organizzata una settimana di allenamento nel mese di novembre ( ricordiamoci che a seconda del mese in cui siamo, il mesociclo di allenamento….cambia)

Da questa tabella di allenamento ( se lo ritenete utile) potete prendere anche un solo spunto per organizzare la vostra settimana tipo!

LA SETTIMANA TIPO DI UNA SQUADRA PROFESSIONISTICA DI SERIE A

Stagione 2007-08:

Lavoro svolto nell’ ultima settimana di novembre 2007

Lunedì:riposo
Martedi:15′ riscaldamento (corsa, strecking, mobilità e allunghi); lavoro di forza (balzi); potenza aerobica (fartlek o ripetute sui 1000 a scalare fino ai 300 o lavoro a intermittenza) 15 ‘tattica (correzioni errori commessi la domenica);partitella finale
Mercoledì(mattina): 15′di riscaldamento; lavoro lattacido ( in piano: tira e molla; va e torna;navette) o salite dai 30 agli 80 mt; partitella finale
Pomeriggio: 15′di riscaldamento; lavoro tecnico-tattico (tattica difensiva); tiri in porta;cross; partitella finale
Giovedì:Partita amichevole
Venerdi:15′di riscaldamento; lavoro di velocità e rapidità (skip, scatti in piano 10-15-20mt) lavoro tecnico tattico(tattica offensiva); partitella finale;
Sabato (mattina):15′di riscaldamento; lavoro di rapidità, lavoro tecnico tattico;calci da fermo:10′ partitella finale

 

Cordiali saluti,

Marco M.

Informazioni? Domande? e.mail: tuttipossonoallenare@libero.it

P.s.: sei benvenuto/a a cliccare su “commenta” e condividere le tue impressioni!

Scopri come puoi anche tu preparare le sedute di allenamento di una squadra di calcio dilettante con il sistema 3+1

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OSSERVATORE DI CALCIO:LA RELAZIONE TECNICA

Dicembre 4, 2007

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Per tutti gli allenatori di calcio, ecco gratis per te la relazione tecnica di calcio: CHARVENSOD-SETTIMO

Ciao,

per tutti gli allenatori di calcio di “ancheiopossoallenare”, ecco disponibile gratuitamente la preziosa relazione tecnica completa della partita di calcio

Categoria Eccellenza Girone A tra:

Vuoi visionarla o scaricarla?

Ecco dove la puoi trovare:

ronaldcon-palla.jpg

Si, voglio la Realazione tecnica

Cordiali saluti,

Marco M.


OSSERVATORE DI CALCIO:LE RELAZIONI TECNICHE

Dicembre 3, 2007

foto_calcio_01x1.jpg

Per tutti gli allenatori di calcio, ecco gratis per te la relazione tecnica di calcio: CHARVENSOD-SETTIMO

Schema tattico, movimenti difensivi, movimenti offensivi,caratteristiche giocatori,tenuta atletica,organizzazione tattica,schemi su calci da fermo, punti deboli, punti forti, giocatori da tenere sotto controllo e molto altro ancora troverete nelle miei relazioni tecniche di calcio…

Ciao,

per tutto il mese di Dicembre a tutti i miei sottoscrittori allenatori (sopratutto a chi è interessato) ho deciso di fare un bel regalo. Apro oggi la sezione relazioni tecniche e per tutto il mese potrete ricevere le relazioni tecniche che vi interessano completamente GRATIS.

Si tratta di un E-BOOK in cui all’interno vi è un resoconto dettagliato e approfondito, che analizza una partita di calcio dilettantistica visionata o da me o dal mio team specializzato nel settore delle relazioni tecniche.

Non avete un osservatore che va a vedere le partite dell’avversario che incontrerete, perchè non conoscete nessuno che lo fa, oppure perchè la vostra società non è disposta a pagare un osservatore?

 

Nella sezione relazione tecniche inseriremo le partite che andremo a visionare e le metteremo a vostra completa DISPOSIZIONE. Sarò un vero e proprio osservatore di calcio al servizio di quell’allenatore o quella società che vorrà conoscere nei minimi dettagli l’avversario che andrà ad incontrare la domenica successiva.

Ecco la relazione tecnica di una delle partita visionate

CATEGORIA ECCELLENZA GIRONE A

CHARVENSOD-SETTIMO 0-1

REALAZIONE TECNICA DI CALCIO SUL SETTIMO

Esordio dal primo minuto di Manuel CASERIO (77’) come seconda punta e Daniel ANGELUCCI (83’) come centrocampista centrale davanti alla difesa

Modulo scelto dal Mister Del Vecchio 4-3-2-1 con un centrocampista centrale (Angelucci ex Saluzzo) e due giocatori Caserio e Volpe dietro la punta centrale Roano

FIORE

PEPE VIOLA CAPUTO LADOGANA

ANGELUCCI BASIGLIO VILLI ­
VOLPE CASERIO

ROANO

 

———————————–

Presentazione della squadra Settimo vista giocare contro lo Charvensod:

Il Settimo calcio squadra che milita nella categoria eccellenza girone A è una squadra che xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx si preferiscono i lanci lunghi in verticale a cercare una delle due punte (CASERIOROANO).

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxIl modulo a zona dell’allenatore Del Vecchio prevede due centrali difensivi: uno forte fisicamente e l’altro più leggero ma un pochino più veloce, dotati tutte e due di non grande tempismo nelle chiusure:

*Caputo giocatore abbastanza xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

*Viola classe 80 molto meno acerbo xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Esterni bassi:

- a destra PEPE difensore esterno, utilizzato prima a destra e poi stato spostato, dopo 30 minuti di gioco, a sinistra per chiudere le falle createsi nel lato opposto alla sua zona di competenza .xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx in area di rigore avversaria . Alcune volte in difficoltà invece, sulla fascia sinistra, quando viene puntato.

- a sinistra:in questo ruolo si è presentato LADOGANA, mancino. Giocatore classe 88’, la cui prestazione non è stata sempre all’altezza nel corso dei 90 minuti. Spesso in difficoltà xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx( Brucato all’esordio classe 89’).

Nella sua zona di competenza, lo Charvensod ha costruito le azioni migliori andando vicino al goal in un paio di occasioni.

Ladogana è un giovane e la sua inesperienza xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

-dove verrà schierato LADOGANA gli si dovrà contrapporre un esterno,abile nell’uno>uno, che giochi largo e che tagli in profondità verso l’interno.

In questa partita Mister Del Vecchio ha cercato di coprire il ‘’buco’’ a sinistra spostando PEPE dopo 30 minuti di gioco e con questa mossa, le cose sono andate un pochino meglio

Nota bene: il Settimo è impostato con una difesa a zona poco xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

LA RELAZIONE CONTINUA…. STATE SEMPRE SINTONIZZATI SU QUESTO SITO E A BREVE VI FARO’ AVERE LA RELAZIONE COMPLETA!


LA TATTICA: IL PRESSING NEL CALCIO

Dicembre 3, 2007

capellocoppa.jpg

 

Fabio Capello allenatore-calcio

Se non si conosce l’avversario che tipo di pressing, io allenatore di calcio , devo far applicare alla mia squadra?

 

Ciao e rieccoci,

a grande richiesta, rispondo a questa domanda, che in centinaia mi avete posto.Nel frattempo, per chi è “arrivato tardi” lo invito ad iscriversi gratuitamente alla mia newletter dove privatamente ti farò dono di tante altre preziose informazioni piene di contenuti pratici e concreti da mettere subito in pratica in campo… sempre…Gratis!! Ma che cosa, in particolare ti offrirà “ancheiopossoallenare“?

Ti offrirà a te allenatore di calcio, i mezzi e le strategie per operare dei miglioramenti duraturi nella Tua squadra e nei Tuoi giocatori. Insieme ci concentreremo sul controllo delle 4 aree del gioco del calcio, che influiscono maggiormente sulla prestazione di una squadra di calcio. Iscriviti ora, gratuitamente all’argomento che ti interessa maggiormente, per ricevere gratis, informazioni,contenuti e mezzi di allenamento collaudati sul campo :

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LA PROPOSTA: L’obiettivo di questa iniziativa non intende concentrarsi sul COSA deve fare un allenatore per migliorare la prestazione della sua squadra , bensì sul COME farlo.

Con i miei più cordiali saluti,

Marco M.

Se non si conosce l’avversario che tipo di pressing, io allenatore, devo far applicare alla mia squadra?

 

 

Due potrebbero essere gli atteggiamenti che una squadra deve avere di base:

  1. Andare ad aggredire sulla trequarti avversaria
  2. Attendere

Quando l’avversario non è tecnicamente-tatticamente forte:

di solito si tende ad applicare il primo tipo di pressing, perché non avendo giocatori di calcio di qualità in mezzo al campo, chi è in possesso di palla trova più facile lanciare lungo, saltando il suo centrocampo.
Uno dei motivi per cui si applica un pressing (sulla trequarti avversaria) ,è quello di impedire che questi lancino subito lungo

Quando invece l’avversario è forte tecnicamente-tatticamente:

e con la sua qualità cerca di costruire le sue azioni facendo girare la palla, di solito si applica il secondo tipo di pressing.
Uno dei principali motivi per cui conviene aspettarli e farli salire fino all’altezza della linea di centrocampo è quello di creare profondità alle loro spalle.

Un consiglio molto prezioso è quello di dividere il campo in settori e numerarli in base alla loro pericolosità. Poi una volta disegnate le varie zone, spiegare ai vostri giocatori che se una squadra avversaria in possesso di palla la fa girare da destra a sinistra, ma non arriva nelle zone di campo pericolose che voi avete contrassegnato e indicato ai vostri giocatori, vuol dire che complessivamente, stanno svolgendo un buon lavoro difensivo e che voi potete ritenervi soddisfatto, anche se non si conquista la palla.

Perché dovete ritenervi soddisfatto?
Perché l’avversario non riesce a conquistare profondità!!

Adesso vediamo quale strategia applicare , una volta conquistata la palla.

Una volta riconquistata la palla una squadra ha due possibilità di base:

  1. Ripartire immediatamente
  2. Cercare un azione ragionata tramite il possesso di palla

Ricordando che andare in pressing significa capovolgere un azione difensiva in un azione offensiva, l’allenatore di calcio deve spiegare ai suoi giocatori quale tattica adottare una volta entrati in possesso di palla.

La scelta dello schema da applicare, una volta entrati in possesso di palla, dipende dalla zona del campo in cui si è conquistato il pallone.

Se il pallone è stato conquistato dalla seconda linea (centrocampo):

allora si può allenare la squadra alla ripartenza veloce con verticalizzazioni efficaci CENTRALI

Se il pallone è stato conquistato dalla terza linea (difensori):

allora si può allenare la squadra ad aprire il gioco sugli ESTERNI, perché difficilmente in questo caso ci saranno spazi utili per verticalizzare centralmente

Bene, già da questa settimana per prima cosa puoi mettere subito in pratica i concetti preziosi che ti ho appena consigliato e per seconda cosa se non l’ho hai ancora fatto…iscriviti alla mia newlettere e…

Scopri i metodi e le strategie dei migliori allenatori del momento iscrivendoti alla mia newletter: scegli qui sotto l’argomento che ti interssa di più e CLICCACI SOPRA

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