Delio Rossi allenatore della Lazio
Delio Rossi: Come sceglie i suoi giocatori da inserire nel suo modulo di gioco
4-3-3
dalla scrivania di Marco Mirisola direttore di: www.ancheiopossoallenare.wordpress.com
Non è facile, per un allenatore di calcio, quando incomincia un’avventura con una squadra nuova, far comprendere ai giocatori dei concetti di gioco, che poi gli permetteranno di cogliere gli errori e memorizzare i movimenti e i tempi corretti da applicare al modulo di gioco scelto del 4-3-3.
Non è facile, per un allenatore di calcio, in poco tempo con la sola didattica insegnata ai giocatori, far assimilare il verbo dell’allenatore del 4-3-3.
Non è facile, per un allenatore di calcio, riuscire a dare una mentalità offensiva, senza avere la possibilità di avere il tempo necessario da dedicare alla didattica del 4-3-3.
Chi esprime questi concetti è un signor allenatore : Delio Rossi.
Ci vuole tempo per allenare il 4-3-3!!
Per poter far assimilare rapidamente i concetti chiave del modulo 4-3-3 si deve disporre in organico di giocatori adatti per la musica che si vuole suonare, e dedicarsi, durante la stagione, alla cura dei particolari che fanno realmente la differenza e consentono di dare alla squadra, non solo un’organizzazione di gioco, ma anche la fluidità e l’efficacia che contraddistinguono la qualità di ogni tecnico di calcio.
Quindi come vediamo, anche Delio Rossi ha in comune con Gigi Del Neri la cura dei particolari e anche Delio Rossi sostiene che sono i particolari che fanno fare la differenza!
Un caso?
Vediamo nel dettaglio come giocano di solito le squadre allenate da Delio Rossi.
I giocatori fondamentali che inserisce nella modulo 4-3-3, sono:
Quali caratteristiche cerca, Delio Rossi, in questi due esterni offensivi quando costruisce la sua squadra nel periodo estivo?
VELOCITA’ E RESISTENZA
Nello specifico cosa intende quando parla di velocità Delio Rossi?
DEVONO AVERE UNA BUONA CORSA SIA SUI 20 MT SIA SUI 50 MT
E invece cosa intende per resistenti?
DEVONO ESPRIMERE QUESTA VELOCITA’ PIU’ VOLTE DURANTE LA PARTITA
Quali caratteristiche deve avere il centrocampista centrale che gioca davanti alla difesa?
Può anche non avere grandi doti di regista in quanto, questo giocatore ha il compito di collegare le due catene laterali e innescare quella opposta, quando non si riesce a sfondare da un lato. I movimenti sono tutti studiati sia alla lavagna sia sul campo Questo giocatore deve inventare nulla, ha solo il compito di recitare lo spartito che gli viene assegnato.
Per il compito che svolge non abbisogna che lui possieda un calcio lungo e preciso (50 mt) mentre il suo raggio di azione è limitato dentro i 30 mt. Questo perchè il centrocampo scelto da Delio Rossi, per questo modulo, è un mix di giocatori con caratteristiche differenti. Gli altri due giocatori dovranno possedere le caratteristiche di incontrista e trequartista.
Le caratteristiche della punta centrale sono legate alla scelta dei due esterni offensivi.
Se i due esterni hanno le caratteristiche sopra descritte la punta deve essere brava tecnicamente, perché anche lui ha il compito di collegare le due catene laterali e il compito di far salire la squadra quando l’azione inizia dal lato opposto da cui non si è riusciti a bucare.
Mentre, Se uno dei due esterni offensivi ha le caratteristiche da tornante e l’altro da trequartista, allora la punta centrale può anche non essere molto brava tecnicamente e quindi non collaborare continuamente con i suoi compagni, ma deve avere le caratteristiche di finalizzatore. Con questo mix di giocatori, Delio Rossi completa il reparto in maniera equilibrato, quello che perde con la punta in fase di manovra, lo recupera col trequartista.
Se utilizzo questo sistema di gioco, devo dire alla mia squadra di allargare il gioco sulle fasce?
No, questo sistema di gioco non privilegia i cross, ma sfrutta lo spazio in fase offensiva, grazie ai tagli verso l’interno degli esterni offensivi.Questo sistema di gioco ti offre molte soluzioni offensive, ma non possiede una quadratura omogenea in fase difensiva.
La perfezione sarebbe quella di riuscire ad attaccare con l’imprevedibilità che ti offre il 4-3-3 in fase offensiva, e difendere con la compattezza che ti offre il 4-4-2 in fase difensiva.
Il concetto di calcio offensivo di Delio Rossi , non prevede la presenza necessaria di tre attaccanti puri, ma di tre punti di riferimento in fase offensiva. Possono giocare in avanti secondo il suo credo, anche:
3 centrocampisti
1 punta+2 esterni
1 punta+2 rifinitori
Naturalmente a patto che rispecchino le caratteristiche sopra descritte
Cordiali saluti,
Marco Mirisola
http://ancheiopossoallenare.com/welcom.html
Aprile 15, 2008 alle 1:57 pm |
Secondo me è un errore tattico usare “tre punti di riferimento” in attacco, indifferentemente ali o rifinitori.
Zeman – a cui Rossi deve tutto – ha dimostrato che le ali devono compiere dei movimenti precisi per aprire in 2 una difesa.
E’ ovvio che se le ali sono anche forti nel saltare l’uomo, è meglio.
Secondo me è un rischio usare dei rifinitori nel tridente del 433: ricordo un Chelsea-Barcellona in cui Mourinho beffò Rijkaard – non a caso usano entrembi il 433, anche se in modo diverso – con degli esterni offensivi che coprivano tantissimo – tanto da sembrare un 451 – e ripartivano velocissimi.
non ricordo il punteggio finale, ma quel Barca perse malamente pur essendo molto più forte.
In CONCLUSIONE: preferisco affidarmi a delle ali pure, lasciando i rifinitori a chi applica altri moduli.
Rossi mi piace un sacco, credo sia tra i migliori in italia, ma a volte non condivido la scelta degli uomini in attacco.
1 abbraccio
Josè
Settembre 13, 2008 alle 10:29 am |
Questo modulo è senza ombra di dubbio il più difficile da contrastare se fatto da una squadra che ne fa il suo credo assoluto. Infatti lo sviluppo e l’utilizzo implica:
una grande conoscenza dei propri compagni, oltre ad una resistenza atletica non comune.
per apprenderne i suoi meccanismi ci vuole tempo, cosa non sempre possibile nel mondo del calcio
è il metodo più aggressivo che possiamo trovare, difatti i giocatori fanno del pressing a tutto campo il loro “credo”.
Nella fase difensiva cerco soprattutto di utilizzare i centrocampisti per aiutare la difesa. Quando siamo attaccati, sono loro che devono aiutare soprattutto sugli esterni stando anche molto attenti che i difensori avversari non contribuiscano alla fase di attacco cercando la superiorità numerica con tagli in diagonale sul centrocampo o con sovrapposizioni sulle ali.
La mia difesa deve rimanere molto ferma sui due centrali: il loro centravanti cercherà in tutti i modi di portare fuori il mio centrale difensivo, ed in quel mentre, il compito di controllare l’attaccante sarà cura del mio centrocampista basso; quello posizionato davanti alla difesa.
Gli esterni devono stare sulle loro posizioni, non devono assolutamente cercare di farsi portare fuori dalle ali avversarie perché così facendo lasciano ulteriore spazio libero dove andrebbero a posizionarsi subito i terzini avversari. Ricordo infatti che una delle prerogative del calcio a zona è proprio quello di occupare lo spazio lasciato libero dagli avversari. Per questo, i miei attaccanti devono sempre tornare a dare una mano in fase difensiva ma non indietreggiando troppo perché così facendo risulteremmo troppo “schiacciati” all’indietro. Ovviamente devono rientrare a turno per consentire ogni opportunità di rilancio e contropiede.
In fase offensiva cercherò di utilizzare al massimo i tagli degli attaccanti sotto la loro difesa. I loro due centrali difensivi in genere non si muovono ed è per questa ragione che la mia punta centrale deve “galleggiare” tra la loro linea difensiva e quella di mediana.
Mai palloni in orizzontale; ma solo in verticale. Non più di 2/3 tocchi, nell’intento di far uscire il loro uomo addetto al pressing.
Quando si affronta una squadra che gioca a ZONA, è fondamentale conoscere i loro meccanismi. Uno dei più ricorrenti, è il pressing sul portatore di palla avversario che deve sempre avvenire quando questi è rivolto faccia alla sua porta. Questo consente ai centrocampisti di poter occupare lo spazio libero dall’interditore e facilitare così un capovolgimento di fronte perentorio e veloce. Pertanto è basilare cercare di non portare palla, ma di tenerla lontana dalle loro zone di pressing.
I terzini devono partecipare in maniera attiva per cercare di servire quanto più velocemente possibile gli attaccanti ed i centrocampisti che tagliano sotto la linea difensiva avversaria.
Dal punto di vista organizzativo, occorre cercare il più possibile rapidi capovolgimenti di fronte in maniera da eludere il fuorigioco; inserimenti centrali dei centrocampisti proprio in fase di offside; inoltre bisogna provare conclusioni da fuori area per sfruttare la loro difesa che si apre in fase di piazzamento. La difficoltà maggiore è proprio quella di non consentire agli avversari di praticare il loro gioco perché in genere sono squadre che non mollano mai.
Buon lavoro e viva il bel gioco, naturalmente d’attacco con tanti goal.
Ottobre 12, 2008 alle 11:32 am |
[...] Non è facile, per un allenatore di calcio, quando incomincia un’avventura con una squadra nuova, far comprendere ai giocatori dei concetti di gioco, che poi gli permetteranno di cogliere gli errori e memorizzare i movimenti e i tempi corretti da applicare al modulo di gioco scelto del 4-3-3. Non è facile, per un allenatore di calcio, in poco tempo..CONTINUA [...]
Novembre 2, 2008 alle 7:55 pm |
e’ giusto variare le fasi offensive sia con tre attaccanti puri che con due rfinitori e una punta ………………. grande delio
Febbraio 27, 2009 alle 5:01 pm |
il 4 3 3 è uno modulo difficile da applicare specialmente se ai gli esterni d’attacco che non sono in forma si è visto chiaramente l’inter con quaresma e mancini faceva veramnete fatica mentre adesso con il 4
3 1 2 senza i due esterni fa gran partite