LA PREPARAZIONE ATLETICA

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Luciano Spalletti allenatore della Roma

www.ancheiopossoallenare.wordpress.com

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Ecco le prime “righe” del primo capitolo

Ciao,

Benvenuto e grazie perchè stai leggendo questo manuale.
In questo manuale, cercherò di rispondere alle molte domande che un allenatore ha in mente quando a) deve allenare una squadra, b) quando deve preparare un programma , c) quando lo deve metterlo in pratica.
Ritengo che, fondamentalmente, le domande possano essere ricondotte alle seguenti:

Che tipo di allenamento devo fare?

Quando devo fare?

Quanto ne devo fare?

E a queste 3 domande che ho cercato di dare la mia risposta augurandoti che possa essere, almeno in parte, quella che cercavi.
Bene detto questo si parte…..

Affinchè una preparazione atletica risulti efficace occorre attenersi ai 7 principi base

1) Il principio della continuità
L’allenamento non deve subire interruzioni durante l’anno

2) Il principio della gradualità e della progressività
La gradualità nelle sedute di allenamento specifiche per la preparazione atletica devono prevedere all’inizio movimenti semplici, per passare successivamente a movimenti via via più complessi

La progressività si riferisce invece al carico, che inizialmente deve essere leggero per poi aumentare progressivamente fino al grado più elevato sopportato dal giocatore e dall’impegno che la categoria in cui si gioca richiede.
Nel concetto di progressività rientra anche l’attenta valutazione dei tempi di lavoro e delle pause di recupero (fattori che influiscono alla determinazione dell’entità del carico

3) Il principio della polivalenza

Tale principio si riferisce alla necessità che tutte le capacità fisiche vengano sviluppate contemporaneamente e parallelamente. Inoltre occorre scegliere i mezzi di allenamento per ciascuna capacità con una ampia gamma di proposte e variabilità

4) Il principio della specificità

Si riferisce all’opportunità di scegliere le forme di allenamento più adatte e produttive in riferimento al gioco del calcio

5) Il principio della periodizzazione

Questo principio prevede che il programma di allenamento annuale venga diviso in 3 periodi:

1. Periodo preparatorio

2. Periodo agonistico

3. Periodo di transizione

6) Il principio della stabilizzazione

Nell’acquisizione di un gesto o di un’abilità o di uno schema nuovo non ci si deve limitare al puro apprendimento, ma se ne deve prevedere un numero elevato di ripetizioni in modo tale che una volta acquisito, possa essere utilizzato convenientemente quando se ne presenti la necessità nell’ambito di una competizione

7) Il principio della consapevolezza

Si tratta di ottenere da parte di tutti i giocatori, una partecipazione attiva al processo di allenamento, attraverso una comunicazione efficace che li stimoli a credere in se stessi e in quello che fanno

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L’organizzazione dell’allenamento

Stabiliti i 7 principi di base, l’allenatore deve passare alla
fase operativa

che si può sviluppare attraverso 3 principi fondamentali:

I.Programmazione

II.Attuazione

III.Controllo

La programmazione

La programmazione dell’allenamento riveste un importanza fondamentale.
E’ indiscutibile che l’allenatore che deve iniziare una stagione calcistica debba prevedere un programma di lavoro atletico – tecnico tattico ben finalizzato ed articolato, secondo il grado di valore dei giocatori, della categoria, dell’obiettivo della società,a seconda del numero dei giocatori a disposizione, degli allenamenti settimanali e dell’orario di inizio allenamenti

I 3 ingredienti della programmazione

a. PREPARAZIONE MENTALE

Rivolta ad individuare e valutare le capacità di ogni soggetto in questa sfera, a migliorarla ed a indirizzarle nella direzione più appropriata in modo da ricavarne il massimo rendimento, sia come individuo che come componente di una squadra.

b. PREPARAZIONE ATLETICA

La preparazione atletica si divide in :

Preparazione Generale rivolta al miglioramento globale e progressivo della qualità di lavoro muscolare che l’organismo è in grado di svolgere prima di incorrere nei fenomeni dell’affaticamento; essa interviene quindi sui sistemi cardiocircolatori, respiratorio e muscolari
Preparazione specifica con cui si interviene sulle capacità particolari richieste dal gioco del calcio; in questo caso viene anche impegnato il sistema nervoso
Le due preparazioni, generale e specifica, sono strettamente collegate una all’altra e devono essere accuratamente bilanciate Nota: nel settore giovanile deve avere la prevalenza, la preparazione generale. Con il progredire della carriera del giocatore devono cambiare non soltanto la quantità e la distribuzione, ma anche i contenuti della preparazione generale e specifica.

linguetta.jpg Come stabilire il carico di lavoro?

Dalla quantità + l’intensità dell’esercitazioni, parametri fondamentali nella valutazione di un impegno fisico e psichico.

linguetta.jpg Come stabilire la quantità?

La quantità è data dal numero delle ripetizioni di un determinato esercizio ( ad esempio, 5 ripetizioni di 100 mt)

linguetta.jpg Come stabilire l’intensità?

L’intensitàdi una esercitazione fisica è stabilita dal modo in cui la si svolge ( riferendoci all’esempio precedente, varia l’intensità dei 100 metri se vengono eseguiti a velocità massima o, ad esempio, al 70%).
La quantità viene generalmente indicata con un numero e la intensità con una percentuale del massimo:
n. 5 ripetizioni di 60 mt al 70% del massimale del giocatore

c. PREPARAZIONE TECNICO-TATTICA

Questa è rivolta a migliorare le capacità tecniche individuali e tattiche di squadra e ad incanalarle ed armonizzarle nell’ambito del gioco che si intende impostare. Ne l’esame dei gesti tecnici ne l’analisi delle componenti Tattiche sono compito specifico di questo nostro lavoro.
Le tre forme di preparazione che abbiamo visto risultano strettamente interconnesse e tutte indispensabili per ottenere una formazione calcistica completa e ai massimi livelli
Alla prossima.

Cordiali saluti,

Marco M.

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